La scienza di von Neumann, o di come capiremo il mondo

09/07/2024


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La teoria dei giochi, una delle più celebri invenzioni concettuali di von Neumann, esemplifica perfettamente il suo approccio pragmatico, anti-ideologico, apparentemente riduzionista ma fondamentalmente emergentista. Von Neumann credeva che gli esseri umani fossero agenti razionali e che pertanto la complessità delle loro scelte potesse essere ricondotta a leggi molto semplici; se ciò fosse stato possibile, allora si sarebbe trovato un modo per anticipare le scelte degli avversari nel più letale dei giochi della Guerra fredda, quello della corsa agli armamenti, i war games giocati infinite volte nelle stanze della RAND Corporation, il think-tank a cui von Neumann era approdato nel dopoguerra. Combattere o meno una guerra nucleare non doveva rappresentare, per von Neumann, una scelta dettata da furori ideologici; certo, proprio lui che veniva dall’Ungheria e aveva vissuto sulla propria pelle, da ragazzino, le storture della dittatura comunista, era (come il suo conterraneo Edward Teller, padre della bomba H) ferocemente ostile all’Unione sovietica e convinto della necessità di impedire che l’Europa prima e il mondo poi finissero sotto il giogo del PCUS, a qualsiasi costo, foss’anche quello di centinaia di milioni di vittime. E tuttavia, una scelta del genere – combattere o meno una guerra nucleare – era decisamente troppo importante perché fossero decisioni di tipo ideologico a dettarla, esattamente come nella scommessa di Pascal: occorreva trovare un modo per razionalizzare e operativizzare l’incertezza.

La teoria dei giochi nacque con queste premesse. Non occorreva davvero ipotizzare che ciascun individuo fosse perfettamente razionale e che le sue scelte fossero di natura binaria; bastava ammettere che l’essere umano medio sia riducibile a queste assunzioni di base. Dopodiché, i comportamenti complessi sarebbero emersi dall’interazione tra due o più attori, “proprio come i moti delle singole molecole determinano le proprietà macroscopiche di un gas”.
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Fonte: Quaderni d’Altri Tempi
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