Languire in una florida ed eccitante vita interiore

02/04/2024


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Che si trovino in metropoli alienanti (come lo sono Dubai e Los Angeles), o piccole città periferiche e anonime, i protagonisti dei racconti vivono in contesti estranianti, lontani da casa, come studenti fuori sede o lavoratori nel digitale, intontiti dalle droghe o dai loro impieghi impegnativi e mal retribuiti; o ancora come ragazzini che vivono dissociati dalla realtà, vulnerabili e manipolabili da un mondo puramente indifferente, grigio e ostile, forse a volte tratteggiato in modo eccessivamente drammatico, anche se per espediente narrativo.

Ciò che caratterizza i rapporti tra i personaggi è una totale e brutale mancanza di cura, sia da parte dei loro cari che verso i loro confronti: specchio di una modalità relazionale contemporanea, l’autore racconta una scarsità di interesse per le persone che fanno parte della nostra quotidianità, soffocate da un miasma di stimoli digitali, impegni lavorativi rapsodici e una generale dispersione della concentrazione. Come se l’affetto o le attenzioni verso persone che vediamo ogni giorno fossero droghe troppo leggere a cui ormai siamo abituati, o meglio assuefatti, per cui non sortiscono più alcun effetto.
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Fonte: Il rifugio dell'ircocervo
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