Le Mantidi – Intervista a Sara Dealbera

29/01/2024


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Le Mantidi
mi ha ricordato molto un po’ di libri distopici che ho letto ultimamente, con scenari futuri in cui ci sono mondi governati dalle donne, come Ragazze Elettriche di Naomi Alderman o Matrix di Lauren Goff, mentre questi libri però creano un nuovo mondo, dominato da regole completamente diverse dalle nostra la comunità di donne di Tetti Lupa vive nella contemporaneità, nel mondo reale, patriarcale. Loro vivono consapevolmente isolate, sanno cosa c’è fuori, però decidono di rimanere nella cascina, perché? Anche Tetti Lupa rappresenta un mondo pieno di violenza.

Perché per quanto ci sia una comunità violenta, che comunque arriva da una società violenta e sceglie di perpetrare altra violenza si sceglie di rimanere in quello che è un luogo sicuro che diventa una famiglia per le persone che ci vivono. Per me l’idea che ci fosse questa comunità in cui anche se si evince un affetto e dei legami tossici, l’affetto c’è, i legami familiari ci sono e il fatto che comunque le donne scelgano di tornarci è perché si sentono protette, è un luogo rassicurante per loro. Alla fine sono talmente abituate a percepire il fuori come terrificante, malvagio e atroce che anche se dentro c’è comunque una forma di violenza, c’è un ricatto emotivo, l’opzione migliore rimane la cosa che sa più di famiglia. Per questo accettano anche questo tipo di dinamica, perché è il modo migliore che hanno per sopravvivere. Tra il dentro e il fuori c’è uno sfasamento, quando Caterina parla con Minotte lui non capisce quel quello che lei vive e lei non capisce quello che le idee di lui, perché c’è uno scontro, sono abituati a contesti completamente diversi.
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Fonte: Altri Animali
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