Ludwig

29/04/2024


[…]
Per mostrarci al meglio lo splendido affresco di una Mitteleuropa decadente, all’indomani del processo di quell’unificazione tedesca così simile, nei suoi effetti sulla nobiltà, a quella dell’unità di casa nostra, il regista distilla quasi all’eccesso il suo già raffinatissimo gusto estetico toccando vertici mai più raggiunti dal cinema italiano e regalandoci una ricostruzione sontuosa ed elegante di quel profondissimo (melo)dramma umano e sociale.

Visconti, come tanti altri registi, ha cercato più volte di creare un suo alter ego di celluloide ma nessuna delle sue splendide copie è mai stata più vicina al suo ideale quanto il magnifico Helmut Berger che qui, con grazia singolare, dona all’infelice sovrano una consistenza intensissima. Grazie a lui tutti i temi cardine di Visconti, l’amore-passione, la seduzione mortuaria, le ossessioni del potere, l’omosessualità, il rapporto tra arte e vita, assumono significati nuovi, trascendentali eppure profondamente umani, nella più pura contraddizione decadentista.
[…]





Fonte: La pagina di Ranmafan
nel canale: cinema