Mad God – Recensione

06/05/2024


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Il nostro protagonista “L’Assassino” si ritrova in luoghi orribili e logori dove esseri che si esprimono con versi da neonato guidano mostri che schiavizzano e uccidono altre creature misteriose dall’indole innocua e remissiva. Nonostante per qualche istante il nostro protagonista sembri interessato al destino di queste creature innocenti, appare concentrato su una missione che ha da compiere, una mappa che sta andando in pezzi e il pericoloso contenuto della valigetta che porta con sé ne sono un indizio.

Modelli, pupazzi e scenografie elaboratissime creano ambienti e momenti suggestivi che delineano un mondo bizzarro e affascinante, un gioiellino della stop-motion che non disdegna di mescolarsi con altre svariate tecniche cinematografiche (es. alcune scene in live action) e rinuncia ai dialoghi per parlare attraverso le immagini, i suoni e i versi. Tippett è il degno erede dei “maghi prestigiatori” del cinema che lo hanno preceduto, da Georges Méliès e i suoi “trucchi” avanguardistici, all’innovatore regista cecoslovacco Karel Zeman, fino al burattinaio Jiří Trnka e all’altro genio della stop-motion Jan Švankmajer, celebre per il suo corto Factual conversation.
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Fonte: Non Aprite Questo Blog
nel canale: cinema