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Mapuche, la mostruosità è negli occhi di chi guarda

03/04/2024


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Nel disco affronti temi molto complessi come il passare del tempo, l’incapacità di adattarsi ad un certo modo di vivere la vita e fai costanti digressioni sul tuo vissuto: queste canzoni sembrano pagine di un diario, metterle in musica è stato terapeutico o ti senti ancora “Masso”?

Penso di aver trovato un equilibrio, ammesso che questo voglia dire qualcosa! Però ci tengo a fare una precisazione: le storie sono in parte autobiografiche, in parte mi sono lasciato influenzare da certe visioni e da certi particolari; ho voluto dare importanza non tanto ad un’esperienza biografica quanto ad una determinata gradazione.
A volte mi ponevo, nei confronti delle situazioni, pensando ai se e ai ma (cosa sarebbe successo se avessi fatto così). Ho quindi voluto esplorare le varie possibilità per capire dove sarei potuto andare a sbattere. Ma non cercavo risposte, più che altro cercavo domande. Soprattutto quelle che a volte tendiamo ad ignorare per evitare di farci del male.

Perché Masso? Quando ci succedono le cose, a volte sembra difficile capire (e accettare ndr) che siamo una piccola parte del tutto, perciò la riflessione dietro al significato di Masso è quella di rassegnarsi alla vita di tutti i giorni e alla quotidianità (in maniera positiva e negativa). Se ti poni delle domande, vuol dire che stai provando a lavorare sul lato qualitativo delle cose. In ultimo, le domande non servono sempre ad autodistruggerci. Anzi.
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