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Marco Castello, l’ultimo degli indipendenti

06/12/2023


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Sei un ragazzo in controtendenza perché sei partito dalla tua terra per formarti per studiare e poi sei tornato per restare. Una domanda che ti faccio è: che prospettive hai e cosa significa essere un ragazzo che fa musica al sud?

Non so se sono in controtendenza, sicuramente ho avuto fortuna. Perché sono andato a studiare a Milano, mi sono laureato lì, poi a un certo punto ero totalmente demotivato e disperato perché non avevo idea di come trasformare questa laurea in qualcosa che potesse farmi sentire non indebito coi miei genitori diciamo. E quindi mi sono detto piuttosto che stare qui cercarmi un lavoro a Milano, torno giù lavoro giù e tutto quello che guadagno me lo tengo e provo investirlo.

E tornando giù in realtà ho avuto un colpo di fortuna perché ho conosciuto Erlend Øye dei Kings of Convenience e abbiamo cominciato a suonare insieme. Nel giro di sei mesi è cambiato tutto. Siamo partiti in Sud America, abbiamo fatto tour stupendi e soprattutto ho avuto l’opportunità di poter registrare le canzoni che avevo cominciato a scrivere lo stesso anno. Quindi il mio percorso è stato in controtendenza. Nel senso che normalmente ci si allontana dal sud per trovare opportunità, io invece le ho trovate ritornando.
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