Mauro Icardi, essere e tempo

27/03/2024


[…]
Maurito però non ci sta, lui deve esserci nel mondo, “Dasein Sollen”.

Per farlo, per esser-ci, non può fare altro che segnare: è solo nell’atto del sacralizzare, che avviene tramite il suo sistema mitico-rituale, che rifugge al mistero della presenza. La rappresentazione continua del gol diventa quindi ciò che lo salva. Icardi è sfinito, si è sottratto anche questa volta. Corre da solo, si guarda intorno, ma non trova altro che sé, nella solitudine della sua ripetitività, si erge sopra i cartelloni pubblicitari e nella follia di quell’attimo, sa che nessuno capisce davvero lo sforzo che egli ha appena compiuto.

Del resto è colpa di Heidegger se lui è condannato ad una vita autentica e non inautentica come tutti gli altri. È colpa di Heidegger se dopo il Derby di Milano, il nueve argentino si trova a realizzare che tutta questa fuga dalla storia non è altro che finzione e questi riti sono solo l’illusione che sia possibile determinare una continuità col mito e una falsa presenza nella storia.
[…]





Fonte: Sportellate
nel canale: calcio