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Men Guðs hond er sterk: tutt’altro che dolce naufragare nel mare degli HAMFERÐ

14/04/2024


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E il 2024 degli Hamferð si apre proprio con un disco “marino”, la cui musica e i cui testi contestualizzano gli eventi del 13 di febbraio 1915. Allora uno dei tanti grindadráp, attività di caccia ai cetacei che occupa un posto fondamentale nella struttura economica delle isole Fær Øer, partito dal villaggio di Sandvík (luogo natale del tastierista) si chiuse in tragedia, con la distruzione di due imbarcazioni e con i relativi equipaggi inghiottiti irrimediabilmente dalle fauci del mare. L’unico sopravvissuto alla catastrofe, marinaio in uno dei due battelli, riflettendo su quanto accaduto pronuncerà poi in un’intervista alla radio la frase che darà il titolo al disco, Men Guðs hond er sterk (Ma forte è la mano di Dio). La storia fornisce quindi materiale su cui lavorare, e l’aura di epica tragicità del disco comunica proprio l’alternanza tra l’inevitabile disperazione e, seppur minimo, una sorta di sollievo.

Gli Hamferð propongono un approccio tradizionale al doom/death metal, genere che maneggiano alla perfezione sin dal bellissimo Támsins Likam (2018).
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Fonte: Metal Skunk
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