Noi, umani, e le storie che raccontiamo

27/04/2022


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Lei scrive della complessità dell’esistenza umana mescolando scienza e letteratura. Crede che riusciremo mai a comprendere appieno il modo in cui i fattori biologici e culturali interagiscono? Riusciremo mai a costruire una sorta di sociobiologia umana?

Interessante. Ho parlato di queste cose di recente con la preside della mia università (a Wageningen). Lei sottolineava proprio l’importanza dell’uso del fuoco, della cottura dei cibi. Perché se non fossimo riusciti ad affidare gran parte della digestione ai fornelli e alle fornaci, oggi masticheremmo ancora cibi crudi per la maggior parte della giornata, e avremmo poco tempo per scrivere in prosa, per esempio. Mi piace l’idea che noi esseri umani creiamo sempre più “protesi”: non solo occhiali e bastoni da passeggio, ma tutti gli oggetti che ci aiutano a diventare bravi in ​​cose in cui siamo poco portati (creiamo archivi – prima cartacei ora digitali – per ampliare la nostra memoria, aeroplani per poter volare, e così via). Mia figlia ora studia intelligenza artificiale. Credo che se ci sarà un nuovo salto nell’evoluzione umana, inizierà da lì.
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Fonte: Il Tascabile
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