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Non voglio la sabbia ovunque. How to Have Sex di Molly Walker

02/04/2024


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Se Good Thanks, You? (cortometraggio presentato sempre da Walker a Cannes 2020) studia le conseguenze dello stupro subito dalla regista, How to Have Sex esamina cause e concause, epigenetiche e non, di un fenomeno, ossia ciò che accade, appare, quando adolescenza e sesso si toccano. Le protagoniste di Walker sono inseguite da una camera asfissiante, appiccicata al sudore dei loro corpi, al loro sguardo. È una messa in scena iper-fisicista, lo stereotipo dell’alcol è disinnescato, il party esplode e Tara ne è sia oggetto sia soggetto. L’interpretazione di Mia McKenna-Bruce centellina un’implosione fragorosa, che amplifica l’hic et nunc della storia, nessun coming of age drammatico-romantico, bensì l’analisi di un momento, fra coercizione, violenza, aggressione, abuso, che Walker trasforma in una spirale epifenomenica, in cui ogni fattore va considerato contestualmente all’emotività feroce dell’adolescenza: nessuno vuole essere il «controesempio» a quell’età, tutti in equilibrio tra desiderio di essere come, la sensazione di dovere per, la necessità di non sentirsi in ritardo a.

Il suggerimento della regista è quello di ribaltare il punto di vista, spostare l’attenzione da Tara e concentrarsi su Tara e Paddy (Samuel Bottomley). D’altronde il sesso si fa in due (vero?): perché, allora, il ragazzo, nonostante lei abbia detto (un timido) sì, non si assicura nuovamente che Tara voglia quello che vuole anche lui? Come può non considerare l’insofferenza oggettiva, seppur parzialmente taciuta, di Tara?
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Fonte: La Balena Bianca
nel canale: cinema