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Nostalgia, inquietudine e podcast infernali

07/05/2024


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Delle pagine oscurissime legate alla musica metal e dei risvolti giustamente indelebili nella memoria comune. Riascoltare quei podcast mi ha scatenato una serie di ricordi e qualche inquietudine. I ricordi sono legati essenzialmente al fatto di aver vissuto all’interno della scena in quegli anni, seppure molto di striscio rispetto ai protagonisti o a gente molto più a contatto con certe realtà. Nei primi anni dei ’90 ero a Milano praticamente tutti i fine settimana, ho frequentato tutti i negozi di dischi più famosi dell’epoca (da Maryposa al Soundcave, passando per Zabrinskie point e Supporti fonografici) e la fiera di Sinigallia, quando ancora era sui navigli, oggi mi fa tristezza. Ho corrisposto con gente da ogni parte d’Italia e anche all’estero. Mi ricordo ancora quando comparse la prima recensione di “Deathcrush” su HM (era uno dei primi numeri che compravo), anche quello che pensai all’ epoca, qualcosa tipo: “chissà come fanno questi a essere così estremi… magari gli mando i soldi su in Norvegia” ma, alla fine, non lo feci mai. Ovviamente non sapevo nulla del satanismo, dell’inner circle, di tutte queste cose.

Potevo finirci dentro anche io, senza problemi. Fortunatamente vivevo in provincia, avevo una famiglia che mi voleva bene e non mi interessava farmi di qualsiasi cosa birra a parte.
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(Immagine via Radio Capital)





Fonte: Xerosignal 2
nel canale: musica