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Orson Welles e Citizen Kane, o l’immaginazione al potere

12/04/2024


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Quarto potere
edifica una suprema ironia che sfonda la quarta parete proponendo una nemesi anti-Hearst proprio sul piano del gossip e sulla spettacolarizzazione del quarto potere: quel terreno limaccioso dove si coltiva con ipocrisia il comune senso del pudore e nel contempo si attendono gli scivoloni. Si suda freddo a pensare che forse sia stata proprio la bancarotta e il declino patrimoniale di Hearst a consentire la comunque tormentata uscita di Quarto potere.

In un universo parallelo non c’è traccia della parola “Rosabella” e Orson Welles non è mai scappato in Europa perché William Randolph Hearst è venuto a mancare poco prima della premiere. Il maestro da Kenosha, Wisconsin ha sfornato una lunga serie di capolavori hollywoodiani adorati tanto dalla critica quanto dal pubblico, collocandosi nell’immaginario collettivo accanto a personalità come Alfred Hitchcock o John Ford. Nel nostro universo invece Welles non può vantare una tale popolarità e la sua memoria resta circoscritta a un ambito di cinefilia pura prendendosi la piccola rivincita di occupare stabilmente i primi posti nelle classifiche dei capolavori di sempre. Una forma di immortalità che Hearst poteva solo sognare.
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Fonte: Quaderni d’Altri Tempi
nel canale: cinema