Pane e Tamagotchi

27/03/2024


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CB: A un certo punto citi lo scrittore cyberpunk William Gibson che dice che il Walkman “ha cambiato la percezione umana più di qualsiasi altro gadget per la realtà virtuale”. In effetti è all’origine della nostra concezione della musica, una bolla privata che ti segue ovunque, mette in scena la colonna sonora della tua vita. Non è difficile pensare che se non fosse stato inventato, oggi Spotify non esisterebbe. Oppure ci saremmo arrivati comunque, seguendo un’altra pista – dopotutto racconti che il karaoke è stato inventato cinque volte. Possiamo dire che il Walkman ha segnato l’inizio di un processo tecnologico di reinvenzione della realtà?

MA: Il Walkman ha segnato un prima e un dopo nel nostro modo di vivere la sfera pubblica. Se prima stare nello spazio pubblico era un’esperienza condivisa, con il Walkman si trasforma in un’esperienza interiorizzata e le persone si sottraggono a una realtà consensuale per entrare in “mediasfere” di cui si prendono cura personalmente. Questo fenomeno è stato solo accelerato da sviluppi successivi, come l’iPod o l’iPhone, i social media e le teorie del complotto digitali. Io addirittura penso che Spotify discenda dal karaoke! Che può sembrare strano, ma se ripercorriamo lo sviluppo del karaoke dai dispositivi di riproduzione multimediale (nastri stereo 8, CD-ROM, dischi laser, ecc.) allo streaming digitale on demand, la discendenza è chiara. Molte delle cose che diamo per assodate nella nostra società attuale sono state introdotte per la prima volta nelle strade del Giappone, e lo streaming multimediale è forse la più lampante.
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Fonte: Il Tascabile
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