PER PURA RABBIA

21/05/2022


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Non per niente, in quella stessa breve lettera, Dyer accennava per inciso a un fatto di non poco conto ovvero che aveva scritto Per pura rabbia «nel mezzo di una cronica dipendenza da Bernhard». Allo scrittore austriaco, del resto, è reso un tributo esplicito anche nel libro, collocandolo al culmine di un filone ben preciso della letteratura europea, quello «della nevrastenia, dell’ansia, dell’agitazione e delle lagnanze».

Dyer si è però spinto molto oltre. Ciò di cui ci parla in Per pura rabbia, divagando per oltre duecento pagine, riguarda infatti le difficoltà incontrate nel dare un seguito alla sua vecchia idea di onorare con un saggio lo scrittore che «aveva fatto nascere in me il desiderio di scrivere» e che con Bernhard condividerebbe le ire perpetue, l’inclinazione cronica all’indugio, una misantropia forsennata, un disprezzo nei confronti del proprio paese e dei propri connazionali: D.H. Lawrence.
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Fonte: Tommaso Pincio
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