#PremioBg24 – Due parole con Marco Rossari

11/04/2024


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La traduzione di Sotto il vulcano offre al protagonista una traccia per comprendere ed esplorare la propria sofferenza sentimentale, l’inizio di una nuova vita solitaria. Ma Sotto il vulcano agisce già da prima, da quando ha suggerito il nome dell’amico Piccolo Console, e permette di capire che possono esistere attimi di felicità e di umana condivisione anche quando ci si sente persi e sprofondati nel proprio dolore. Si potrebbe dire che L’ombra del vulcano tradisce una fiducia sconfinata nei poteri della letteratura (che peraltro è un altro tema ricorrente nei tuoi libri): è così?

Io non so più cosa sia la mia esistenza al di fuori della letteratura: nella mia mente sono troppo intrecciate. Mi muovo in quello spazio. Penso di continuo attraverso i libri: con la traduzione di Sotto il vulcano il fatto è stato così eclatante che non potevo non scriverne. Il potere della letteratura è un fantastico potere di irrealtà: irrealtà concreta, con un effetto tangibile. L’altro giorno chiacchieravo con un amico che scrive, pur facendo altro di mestiere, e mi diceva di quanto era consolante per lui lavorare a un nuovo romanzo: avere quell’angolo, quella stanza tutta per sé (per allargare il motto woolfiano), quel progetto in un angolo della testa che lo aiutava in un periodo difficile. Quindi è un piccolo potere prezioso, ma è anche uno specchio deformante, ma è anche una lente di ingrandimento. È un nonnulla e un nontutto. Un libro è una tigre di carta? Forse. La letteratura è semplicemente là, come un doppio della vita, ma oggi forse il vero doppio letterario per la gente è la rete: che è finzione, personaggio, alterazione, eccetera. Soprattutto eccetera.
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Fonte: La Balena Bianca
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