#PremioBg24: Le streghe non esistono, Luca Scarlini

27/03/2024


[…]

«Mi coglie la vertigine: per me la questione è il senso che io non ricopro nel mondo del Retore, malgrado i miei sforzi di apparire o di scomparire. Per mio padre sono con ogni evidenza il problema, la nota stonata, il granello di sabbia che ferma la rotellina dell’ingranaggio. Non riesco a collegare in nessun modo il concetto di “amore” alla mia relazione con lui» (p. 14).

L’intero svolgimento della vicenda – che prende avvio nel 1975 tra Sesto Fiorentino e la campagna senese – ruota attorno alla consapevolezza stentorea di Luca che emerge fin dalle prime pagine del romanzo e che sembra rimanere una traccia soggiacente lungo tutto l’arco del libro: «L’amore paterno mi sembra come sempre né più né meno un miraggio, la trama di una commedia antica di cui non capisco la lingua, un concetto che per me non riesce proprio a produrre nessun senso» (p. 21). L’unico contatto tra i due sembra essere quello offerto dagli «sganassoni» che il Retore non risparmia mai di assestare a Luca per ogni sua svista o inadempienza. L’unica materia degna del furore e dell’interesse del padre rimane l’universo legato al proprio ideale politico comunista: i comizi, La Casa del Popolo, le festa de l’Unità, il corso di russo, il Vietnam, gli Inti Illimani.

Un legame, quello tra Luca e il Retore, che fa proprie alcune caratteristiche tipiche – se non addirittura stereotipiche – dei rapporti familiari della seconda metà del secolo scorso, ma che forse entrano ancora in risonanza con alcune realtà odierne. È una conflittualità portata al parossismo che trova nella presunta omosessualità di Luca un ulteriore pretesto per inasprirsi.
[…]





Fonte: La Balena Bianca
nel canale: libri-e-lit-blog