Prendersi cura: Willy Vlautin – Il cavallo

10/06/2024


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Willy Vlautin non ha interrotto la sua attività di musicista: dopo che si è conclusa l’avventura degli ottimi Richmond Fontaine, ha proseguito nei collaterali The Delines, quintetto con già sei album in repertorio. Però nel frattempo Vlautin è diventato a tutti gli effetti un romanziere: Il cavallo, pubblicato in Italia da Jimenez (addirittura prima dell’uscita statunitense per Harper Collins), è il suo settimo romanzo dal 2006, anno in cui vide la luce l’indimenticabile The Motel Life. Ed è uno dei suoi lavori migliori, nonché quello in cui intravedi con più nitidezza riverberi autobiografici.

Al infatti è un musicista. Anzi, meglio: lo è stato. Per inciso, una domanda attraversa come una vibrazione sorda tutta la vicenda: si può smettere davvero di esserlo? A sessantacinque anni, con un passato di scelte sbagliate, vicoli ciechi, frustrazioni, lo spirito e il corpo danneggiato da un alcolismo che ha preso progressivamente il sopravvento, Al ha deciso di chiudere i ponti. Approfitta della baracca nella concessione mineraria ricevuta in eredità, e toglie il disturbo. Niente più Reno, niente più concerti, niente più canzoni scritte come se non potesse fare altro che decifrare la vita – appunto – una canzone dopo l’altra.
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Fonte: Pensiero secondario
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