Prima che chiudiate gli occhi

01/12/2023


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Di Prima che chiudiate gli occhi mi incuriosisce il contesto, poco esplorato: la persecuzione di Sinti e Rom a metà Novecento, raccontata da un’autrice a sua volta sinta e circense. Ma non trovo ciò che mi aspetto: chi legge e chi meglio comprende questa lingua così immediata è la me bambina, quella che risaliva al mattino presto le colline per sentire l’aria forte, l’odore pieno dell’umidità antelucana.

Bambina è anche l’io narrante che apre questo romanzo, Jezebel: il suo mondo è una fitta rete di simboli, elementi naturali e rituali che impara dai gesti del padre, un uomo che appare e scompare tra racconto e ricordo, in una liturgia ritmata. Anche noi, come lei, fatichiamo a mettere in fila quello che le succede attorno, le sue impressioni. Jezebel impara presto a camuffare le sue origini, immergendosi con sempre maggiore consapevolezza nel destino del suo popolo, i sinti, chiamati alle armi e poi condannati alla persecuzione fascista.
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Fonte: Lucy sulla cultura
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