Priscilla (2023)

10/04/2024


[…]
Sono io, va bene? Sono io. Io che, all’ennesima inquadratura di Priscilla truccatissima, piccola e sola all’interno dell’immensità di Graceland, ti dico “ho capito. Ha tutto quello che una ragazzina della sua età vorrebbe avere ma è sola, terribilmente sola, però non ha il coraggio di tornare alla vita di prima perché comunque è innamorata di Elvis. Passiamo oltre: come affronterà quest’empasse?”. La risposta è un numero imprecisato di sequenze in cui Priscilla cerca di risvegliare il desiderio sessuale di Elvis in camera da letto, con lui che, ogni volta, la rifiuta (arrivando, a un certo punto, persino a ricordare un’involontaria  – spero – parodia del finale di Frankenstein Junior). “Ho capito. Elvis era uno stronzo manipolatore, vittima di stronzi ancora più manipolatori di lui che, però, in questo film che si intitola Priscilla vengono soltanto nominati oppure mostrati di striscio, anche perché c’è già Elvis di Baz Luhrmann a dare un quadro chiaro della situazione. C’era un altro modo di far passare il concetto, diverso dall’alternare scatti di violenza ad avance sessuali rimandate al mittente, evitando così l’effetto barzelletta?
[…]





Fonte: Il Bollalmanacco di Cinema
nel canale: cinema