Psycho (1960)

29/12/2022


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Ancora prima che la resa della suspense, sempre e comunque avvertibile, ciò che in Psycho apparequale interesse precipuo di Hitchcock è il ricercare la complicità degli spettatori, renderli partecipi del conflitto interiore proprio dei protagonisti e “intrappolarli” in un vortice voyeuristico già dalla sequenza iniziale, quando l’obiettivo della macchina da presa, partendo dall’universale della panoramica cittadina, ripresa nella sua anodina quotidianità, entra nel particolare della finestra dell’hotel, potendo anche al riguardo ravvisarsi, a mio avviso, un ideale collegamento con lo sguardo di Norman attraverso il buco nel muro, ad osservare Marion spogliarsi nella stanza del motel. L’abile lavoro di scrittura reso da Joseph Stefano nell’adattare il romanzo omonimo di Robert Bloch appare volto a depistare ed incuriosire, sovvertendo i consueti canoni narrativi:
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Fonte: Sunset Boulevard
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