“Quanto manca alla sera”

18/04/2024


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Nonostante l’ambientazione contemporanea, la storia della piccola Katja ha tutti gli elementi canonici della fiaba tradizionale: gli eventi iniziali avversi che rompono l’equilibrio, l’incontro con un “aiutante magico” che assiste il protagonista durante le sue peripezie, e infine lo scioglimento della vicenda e il reinserimento del protagonista. Per il connubio tra ambientazione contemporanea e folklore, il romanzo di Evgenija Nekrasova è stato inserito nella corrente del realismo magico. Questa è una definizione che piace alla stessa autrice, che però aggiunge un aggettivo in più: realismo magico sociale. La storia di Katja, infatti, diventa ancora più soffocante perché è inserita nel contesto della periferia moscovita, dove ogni cosa è ferma, immobile, sempre uguale e non sembra esserci via d’uscita. La casa, la scuola, tutti gli ambienti di Katja sono prigioni e tutti quelli che li abitano sono paralizzati nella loro condizione. È proprio la comparsa della Kikimora a cambiare, finalmente, le sorti della bambina, che sembrava già condannata a una vita mediocre e infelice.

Nel folklore slavo, la Kikimora è uno spirito malvagio che risiede nelle case. È di sesso femminile e viene spesso raffigurata come una vecchietta piccolissima e brutta, dal naso a forma di becco e vestita di stracci. La Kikimora è uno spirito molto dispettoso e prende di mira soprattutto chi non cura la propria casa, ma sa anche essere gentile e servizievole con chi lo merita.
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Fonte: Culturificio
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