RECENSIONE: Povere creature! (Alasdair Gray)

18/04/2024


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Le pagine di Povere creature all’inizio scorrono velocissime, non so se mi troverò di fronte a una storia horror, una farsa o Dio solo sa cosa. E lo stesso ritmo forsennato (per me) riprende nel finale, un momento in cui realtà e bugie si fondono fino a confondere il lettore. Ma la parte che mi ha messo a dura prova è stata quella centrale, quella fatta di viaggi e insegnamenti. Ammetto di aver letto il libro in un momento complicato – l’ennesima influenza mi ha messo k.o. – e quindi probabilmente molte cose mi sono sfuggite per quello. O forse semplicemente mi aspettavo una storia diversa.

Quest’opera complessa, che rimescola realismi estremi ed estremizzati a visionari panorami della mente capaci di spingere sempre più in là il limite dell’immaginabile, è un definitivo esperimento letterario giocato su tantissimi piani.

La storia parte in modo piuttosto classico: un manoscritto ritrovato dal titolo improbabile Episodi della gioventù di un funzionario scozzese di salute pubblica. In queste pagine viene raccontata la storia di Archibald McCandless, un medico diventato amico di Godwin Baxter.  God non è un uomo qualunque, lo scopriamo subito. Chirurgo con la passione per gli esperimenti, quando ritrova il cadavere di una donna dalla straordinaria bellezza gli viene un mente un’idea folle: riportarla alla vita.
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Fonte: La lettrice controcorrente
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