Requiem di provincia

27/04/2024


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Ecco che Longo ci serve una storia amara, triste alla quale, per fortuna, non manca l’ironia, sparsa con sapienza qua e là fra i capitoli. Corso Bramard è in crisi, l’alcool lo aiuta ma lo rende inaffidabile, Arcadipane, ispettore della sua squadra, gli fa da balia ed è proprio così che inizia il libro, Vincenzo Arcadipane in giro per Torino alla ricerca del suo commissario che ancora una volta ha fatto il pieno di alcool. Devono intervenire sulla scena di un crimine che fin da subito si presenta complicata, il dirigente di un gruppo industriale è stato ferito sulla soglia di casa sua. La pista probabile e preferita ai piani alti della questura, in assenza di testimoni, è quella del terrorismo ma con Bramard non si sa mai. Se conoscete Arcadipane e Bramard sapete cosa vi aspetta, se non avete mai letto niente, iniziare da questo libro aiuta ad inquadrare i personaggi. Però, però, in questo libro troviamo altro: la provincia con i suoi ritmi, riti e omertà, troviamo il detto e non detto, troviamo donne e uomini spigolosi, la fabbrica che dà lavoro e che organizza la vita sociale dei suoi dipendenti.
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Fonte: Giallo e Cucina | Narrativa
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