Romanzo di crinale: persone che sanno di deriva

16/04/2024


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Tuttavia, l’impressione che rimane addosso a chi legge è che tutto si stia svolgendo in un mondo in cui l’aria è pigiata in una cappa stantia e il cielo ha il colore della cenere. In altre parole, si è ostaggi di quel cielo livido che a un certo punto scorge Ginasio sopra la sua testa: «non c’era mai stato posto per un Sole in quel cielo che sembrava chiudersi su se stesso come un budello appallottolato, di un grigio sempre più scuro» (p. 43).

Con la stessa inquietudine il lettore procede attraverso le pagine: quest’atmosfera contribuisce ad alimentare il presagio che prima o poi qualcosa di terribile succederà – che si tratti di un conflitto di quella terra col Potere che la vuole cambiare (e controllare), o che siano davvero avvisaglie di terremoti, come un paesano allarmato continua a denunciare, nel suo ruvido dialetto, mentre nessuno dà credito alle sue segnalazioni.
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Fonte: Il rifugio dell'ircocervo
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