Self-publishing e pregiudizi

08/04/2024


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Il 5 aprile 2024, Giulia Blasi (scrittrice e giornalista specializzata sul tema del femminismo) ha pubblicato su Threads una serie di post che hanno spiazzato la comunità degli scrittori (ma anche dei lettori) in merito al self-publishing.

No, non è pensabile di fare un buon libro col self-publishing. Anche gli autori e le autrici con più mestiere, quelli che consegnano libri ben confezionati dal punto di vista dell’architettura narrativa o della scrittura, hanno bisogno di passare per un processo di editing per arrivare a un prodotto finale che sia buono, curato, il più possibile simile a quello che avevano in testa. L’editing è essenziale per arrivare a quell’obiettivo, non è una distrazione.

Confesso che quando ho letto questo post, non ci ho visto più. Capitemi: io combatto ormai da tempo una battaglia contro il Salone del Libro al fine di legittimare la presenza dei self-publisher alla fiera più importante d’Italia per la letteratura (e ci sto ancora lavorando, stay tuned per il programma del Salone tra pochi giorni, il 12 aprile) e leggere questo post da parte di una persona che stimo è stato doloroso.

Se pubblichi in self, o peggio, con gli EAP, non solo finisci per avere per le mani un prodotto non finito – per usare una metafora casearia: la massa cagliata, non il formaggio – ma puoi scordarti di essere preso sul serio. L’editoria pubblica già una montagna di roba, l’attenzione di chi legge e giudica i libri è selettiva “EEEH MA ITALO SVEVO”, sì, Italo Svevo non aveva la concorrenza di decine di autori che uscivano lo stesso giorno e che facevano a botte per conquistare spazio.

Cosa concludiamo, da questi post? Pensiamo al lettore medio, che non sa nulla di editoria, non sa nulla del processo alle spalle di un libro, che arriva e legge queste parole. Quello che penserà è che tutti i libri autopubblicati sono immondizia senza appello, roba vomitata sul mercato senza alcun tipo di selezione, di cura, di tutte quelle cose che rendono un libro un libro. Ma è davvero così?
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Fonte: Ultima Pagina
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