Silvia Avallone, Cuore nero

12/04/2024


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Con coraggio e bravura, Silvia Avallone scrive questo romanzo che sonda la colpa, esplorando i suoi abissi, la difficoltà di superarla senza negarla, né giustificarla, guardandola in faccia senza reticenze. Giustapponendola al riscatto, alla possibilità di trasformare l’energia negativa in un flusso positivo capace di risanare e incanalare verso il bene. Per intraprendere questa strada così difficoltosa è necessario riuscire ad assolvere se stessi, sia che il male lo si sia compiuto o subìto, perché prima che lo facciano gli altri, lo deve fare chi ne è protagonista.

Il racconto si apre con un uomo e una donna, padre e figlia, che risalgono a fatica una mulattiera persa nel bosco, trascinandosi valige, in abiti cittadini. Sono diretti a Sassaia, minuscolo borgo semiabbandonato incastonato tra le montagne del Piemonte. Sono Emilia, capelli rossi e crespi, lentiggini spruzzate sul volto pallido, magrissima, un’adolescente di trent’anni con gli anfibi viola e il giaccone verde fluo, e Riccardo, in abiti eleganti da città, un uomo dall’aspetto curato e dai modi gentili.
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Fonte: Il mestiere di leggere
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