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Slowdive a Milano, un dolce vortice dark

02/02/2024


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Dopo la prima canzone si attiva la solita macchina degli Slowdive. Neil Halstead (chitarra e voce) e Christian Savill (chitarra) si intrecciano creando effetti ipnotici ammalianti. Il basso di Nick Chaplin, impregnato di riverbero, si sovrappone alla batteria di Simon Scott, puntuale e preciso soprattutto nei contraccolpi sui piatti.

Rachel Goswell impersonifica perfettamente il ruolo di leader involontario. Si muove con il suo tipico balletto ondulatorio e passa dai synth ai tamburelli, imbracciando anche la chitarra elettrica per “Skin in the Game” o “Alison”. La sua voce è perfetta per lo stile New Wave, anche da corista e seconda voce, quando Neil Halstead diventa il lead singer, riesce ancor di più a valorizzare i pezzi creando un contrasto perfetto. Il palco è volutamente scarno, mentre i visual sullo schermo dietro sono composti da linee colorate sempre in movimento, quasi a ricordare i tempi di Windows negli anni 90’.
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(Immagine via vpyout | YouTube)





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