Sono tornato per te di Lorenzo Marone

11/04/2024


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Negli occhi di Cono vive l’ardore del fuoco e nessun vento nemmeno quello della Storia può pensare di ingabbiare una tigre. In queste pagine nonostante la linearità narrativa, i toni si alternano magistralmente. Il romanzo si suddivide in due parti nel prima l’autore dedica ampio spazio al fulgore di questo nascente sentimento e lo descrive come un bocciolo primaverile. Nella seconda parte la poeticità lascia lo spazio al drammatico e rovinoso schianto con la vivida realtà. Nel mezzo germoglia il pugno della violenza pronto a sferrare il suo micidiale attacco dall’altra parte della riva. L’autore utilizza abbondantemente la prolessi inoltre sorprende perché in tutta questa brutalità affida ai lettori uno dei suoi romanzi più poetici, la prosa è, infatti, intrisa di un incantevole lirismo che si dispiega sia nella ruralità sia nelle macerie. Per il protagonista il romanzo si può considerare una formazione emotiva per calibrare la voracità e ferocità della sua rabbia. Comprende, infatti, che la vera forza è il saper controllare le emozioni e non lasciarsi dominare ma soprattutto che il silenzio contiene al suo interno una miriade di parole e che spesso non bisogna difendersi dagli animali ma da quegli uomini che perdendo l’umanità conducono al macello i propri simili, la carne si mischia ad altra carne e l’odore del sangue e della morte regnano sovrani.
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Fonte: La Casa delle storie | Blog letterario
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