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Sotto il vulcano (nero): HAUNTED – Stare at Nothing

05/05/2024


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Ma la copertina di
Stare at Nothing fa pensare solo a me ai Bauhaus? Le logiche non sono più solo psych doom, lineari, con i riff dritti a ripetersi e ripetersi in cerca dell’ascesi. Si introducono dinamiche oblique, come il riff, obliquo, di Malevolent, altro picco del discorso.

E non temete. Malevolent è letteralmente spezzata in due da un riff stoner doom di pesantezza ragguardevole, per cui se cercate mazzate e scapocciamenti, amici cari, ce ne sono, eccome. L’aspetto esoterico, però, musicalmente parlando, può ora sfruttare anche altre dinamiche. La melodia resta invece il territorio della voce di Cristina Chimirri. Melodia che dialoga coi muri delle chitarre intransigenti della nuova chitarrista e del basso minaccioso di Todisco (che bello il dialogo tra i due proprio nel break e nel riffone di Malevolent) e con la solennità delle partiture di batteria. L’effetto risalta chiaramente la sostanza diafana delle linee vocali, anche se certe increspature appaiono concretizzarsi come del tutto maligne, ad esempio, nella finale Waratah Blossom. Eppure quelle di Stare at Nothing sono canzoni. Anzi, prendete proprio Stare at Nothing, la canzone. Che viene condotta da un riff da ABC di doom drogato e che però poi si apre con la sospensione di un ritornello grunge, magnificamente grunge, per chitarra e melodia.
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Fonte: Metal Skunk
nel canale: musica