Sparwasser oltre Sparwasser

30/01/2022


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Innanzitutto, Sparwasser ha finito per diventare il simbolo di una Nazionale di cui, a dispetto di tutto, non era certo ritenuto in patria il giocatore più rappresentativo. La Repubblica Democratica Tedesca era piuttosto la squadra del veterano Peter Ducke del Carl Zeiss Jena -che il ct Georg Buschner riteneva uno dei più grandi calciatori al mondo della sua generazione – o dell’erede di quest’ultimo Hans-Jürgen Kreische della Dinamo Dresda. Stava poi emergendo una nuova generazione tra cui spiccavano il difensore Hans-Jürgen Dörner e la punta Joachim Streich, e c’era ovviamente il portiere Jürgen Croy, indubbiamente il miglior calciatore tedesco occidentale dell’epoca. Eppure Sparwasser aveva tutto per calamitare l’attenzione, con quel nome rapace e la ribelle chioma corvina. Come se non bastasse, gli era stata assegnata la maglia numero 14, la stessa dell’olandese Johan Cruijff, di gran lunga il giocatore più atteso dei Mondiali del 1974. Dettagli che lo rendevano l’eroe perfetto della controcultura del calcio degli anni Settanta.
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Fonte: Pallonate in faccia
nel canale: calcio