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Steve Albini: elogio dell’imperfezione

10/05/2024


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Un aneddoto incredibile, tra quelli circolati in queste ore, riguarda l’incisione di Farewell Transmission, la traccia di apertura del citato disco del 2003 di Songs:Ohia. Stando a quanto raccontò lo stesso Jason Molina, la sessione per quella traccia prevedeva il contributo di una serie di musicisti aggiuntivi rispetto al solito (dodici in tutto). Dal momento che il tempo stringeva e i soldi stavano finendo, Jason si azzardò a inciderla in presa diretta e senza averla provata nemmeno una volta. Si limitò a presentarla lì per lì ai musicisti, con il giro di accordi e la struttura, senza indicazioni di quando il brano sarebbe finito: per questo, alla fine, si sente Molina dire “Listen! Listen”.

Albini si fidò di tutti, seguì con attenzione quel che di fatto era un’improvvisazione, aprendo o chiudendo una porta dello studio quando la registrazione pareva troppo forte o troppo tenue (“suonare lo studio”, alla lettera): il risultato lo possiamo sentire tutti quanti schiacciando play. Esempi come questo si sprecano. Per ogni scazzo contro una band presa a male parole, per ogni messaggio contro la mercificazione della musica elettronica, per ogni tentativo goffo e stupido di usare opinioni tranchant come oggetto contundente, esistono centinaia di ore di musica che dimostrano la profonda empatia di Albini.
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Fonte: Humans vs Robots
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