Steve Albini’s Blues

09/05/2024


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Su questo blog avevo provato a descrivere quell’esperienza, parlando del loro sound come del

“… perfetto punto di incontro tra matematica e psichiatria. Albini era e resterà sempre il ragazzino nerd di vent’anni che ha inventato l’hardcore. Solo che adesso è un ragioniere occhialuto in maglietta bianca sdrucita che mette in evidenza i chili di troppo e le braccia magre, mentre tormenta una chitarra attaccata alla vita tramite una strana cintura. (…) insieme affrontano tetragoni un’audience con la quale riescono a creare un’empatia che ha dell’incredibile considerato quanto sia estrema la loro proposta musicale. Saranno i monologhi straniti e stranianti di Steve, il ruolo di guru suo malgrado o magari le orbite rovesciate e la teatralità di Trainer o ancora lo stile dimesso di Bob Weston (che dei tre sembra l’unico sano di mente), ma gli Shellac hanno in pugno il proprio pubblico.
Passano dall’hardcore al math-rock senza soluzione di continuità in un massacro sonoro che prende tutte le cattive vibrazioni e tutta la violenza e le risputa sotto forma di musica geometrica, schizofrenica e in qualche modo positiva. In questa capacità di unire positivo e negativo, rabbia e catarsi, calcolo e anarchia sta da sempre la loro genialità”.

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Fonte: La linea Mason & Dixon
nel canale: musica