The Old Oak

01/12/2023


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Un regista che da sempre dà voce agli ultimi.
E lo fa anche a 87 anni, lo fa anche con quello che probabilmente sarà il suo ultimo film.
Gli si perdona quindi una sceneggiatura in parte didascalica, fatta di episodi, di racconti, di parole. Gli si perdonano anche dei personaggi non a tutto tondo, che si raccontano troppo e si mostrano troppo poco, con le parole a prendere il posto dei semplici gesti e le riflessioni sul mondo e lo stato di cose magari non naturali, ma comunque efficaci.
Glielo si perdona, perché certi messaggi è meglio sottolinearli il più possibile, una certa idea di mondo, ribadirla ancora una volta.
Così il destino dei minatori in sciopero e quello dei rifugiati siriani si incontra in una desolazione deprimente dove la povertà non fa differenza, ma dove l’umanità può farsi vedere.
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Fonte: In Central Perk
nel canale: cinema