Tradurre dal tamil in Italia: Dorotea Operato su “Punacci”

13/02/2023


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Punacci
è anche un romanzo molto politico, una critica al potere ingiusto su tutti i livelli, un quadro di sopraffazione sistemica del più debole. È possibile leggervi anche un intento ecologista e antispecista? Penso ai riferimenti en passant agli effetti del cambiamento climatico – di cui si parla esattamente come ne parlerebbe un vecchio dopo una vita di lavoro nei campi – sul sostentamento e sulla sopravvivenza delle piccole comunità contadine, ma anche alle riflessioni di Punacci sul suo destino animale.

Il racconto della forte siccità e carestia che si legge in Punacci richiama un problema tanto attuale quanto storico in Tamil Nadu. Il clima di questo stato oscilla tra il secco, il semiumido e il semiarido, e le difficoltà dei raccolti, legate al terreno prevalentemente salino ed alcalino, sono da sempre molto comuni. Non posso escludere completamente che i racconti vividi che troviamo in questo romanzo si facciano carico in qualche misura di un messaggio ecologista, ma ritengo che sia più probabile che l’intento dell’autore fosse quello, ancora una volta, di portare alla luce un’altra questione spinosa ed irrisolta della contemporaneità. Mi riferisco alla gestione delle acque del fiume Kaveri, uno dei più grandi fiumi dell’India, che con i suoi affluenti rappresenta un’importante fonte di irrigazione in ben tre stati dell’India, ovvero il Tamil Nadu, il Karnataka e il Kerala, e di un territorio dell’Unione, Puducherry. La regione del Kongunadu non fa eccezione, essendone attraversata in direzione sudorientale. L’uso e la divisione delle sue acque tra questi territori sono regolati da degli accordi ed attualmente gestiti dallo stato del Karnataka, che deve garantire agli altri stati determinati flussi settimanali e mensili, compito che espleta attraverso un sistema di dighe.
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Fonte: Il rifugio dell'ircocervo
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