• cinema
  • Tre corpi, tre versioni e un problema in gioco

Tre corpi, tre versioni e un problema in gioco

14/05/2024


[…]
La serie Netflix si distingue dal libro e dalla serie Tencent nel collocare la frase “Siete insetti” non sulla retina di ogni singolo individuo ma al centro della frenesia luminosa dei cartelloni pubblicitari, sui display di ogni singolo dispositivo elettronico. Uno stridio particolarmente acuto e dissonante che spezza il rumore di fondo della vita quotidiana, ricordandoci che fino a poco prima vivevamo nel torpore ipnotico di un’esistenza fatta soprattutto di brand e di effimero. Interrompendo improvvisamente le nevrosi del “sempre attivo” tanto amato dal capitalismo, imponendosi alla dispersività dell’attenzione in mobilità, gli alieni ci strappano da una allucinazione collettiva e ci ricordano che possono decidere con cosa sostituirla. All’opposto, all’interno del videogioco alieno, tutto appare dimesso nella sua essenzialità di funzione. La serie Netflix riesce a comunicare un senso di mistero e di indeterminatezza attraverso scenografie e costumi, senza esagerare nel dettaglio come sceglie invece di fare la serie Tencent, che propone un ambiente che ricorda quelli della saga Final Fantasy. Più efficace proporre un deserto dell’attenzione dal quale far emergere di volta in volta piccoli dettagli. Il videogioco di origine aliena è una sottile opera di seduzione del cuore degli umani. Sfumature psicologiche possibili solo attraverso una simulazione immersiva. Il personaggio strappalacrime della bambina che muore sempre diventa il simbolo di un intero popolo.

“- Siete veri? Anche voi giocate? Un personaggio del gioco?

– Lei è la mia seguace. La puoi chiamare… Seguace”.

[…]





Fonte: Quaderni d’Altri Tempi
nel canale: cinema