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Uno dei compiti dell’esercito israeliano è impedire la rinascita dello sport in Palestina

15/05/2024


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Ne è rimasto in piedi solo uno: lo stadio al-Dorra, che ora è un immenso campo profughi che ospita oltre diecimila persone, la maggior parte donne e bambini, le cui case sono state ridotte in macerie dall’esercito israeliano. Perché se l’istituzione dello sport da sempre funziona come propaganda politica, lo è anche la sua distruzione totale. Demolire ogni infrastruttura sportiva palestinese e ammazzare i suoi atleti serve a fare in modo che, se e quando il massacro sarà finito, per la Palestina sia ancora più difficile rialzarsi.

C’erano 44 squadre suddivise in 4 serie nel Campionato della Striscia di Gaza. Per colpa dell’apartheid israeliano, che impedisce alle persone e quindi ai calciatori di muoversi liberamente nel loro territorio, i campionati palestinesi hanno dovuto dividersi tra Gaza e Cisgiordania. In quello della Striscia l’anno scorso di questi tempi il Khadamat Rafah vinceva il titolo della prima divisione celebrando il trionfo nello Stadio Municipale di Rafah. Oggi l’impianto è in piedi per miracolo, ma tutto intorno sono solo macerie. Mentre il Khan Younis vinceva il titolo di seconda divisione nell’omonimo stadio dell’omonima città. Oggi l’impianto è completamente distrutto.
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Fonte: Serie Tripla A
nel canale: calcio