Vermines

02/05/2024


[…]
“Vermines” non ingrana immediatamente, ma quando lo fa, lascia davvero poco tempo sia per pensare che per respirare: la regia e la fotografia funzionano dannatamente bene, così come il crescendo a tratti raccapricciante (questi ragni diventano sempre più grossi, per non parlare delle ragnatele!). Tuttavia, è un peccato assistere al totale utilizzo della computer grafica, una scelta senza dubbio più comoda ed economica ma alquanto fredda e priva di fascino (non chiedevamo le tarantole di José Mojica Marins o le scene cult con Michele Mirabella ne “L’Aldilà”, però si poteva trovare un sano equilibrio tra vecchia e nuova scuola).

Sébastien Vaniček ha affermato che “Vermines” ha dei significati sociali ben definiti: egli però non ha fatto i conti con la grande inflazione di pellicole francesi ambientate nelle banlieue, a cominciare da “L’Odio” (1995) fino ai più recenti “La Horde” (2009) e “Les Misérables” (2020), giusto per citare alcuni titoli di diversa estrazione.
[…]





Fonte: Cinema Estremo
nel canale: cinema