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VIAGGIO NEL METAL RURALE_II: SALE FREUX – IL CORVO MASCHILE E LA TERRA FEMMINILE

08/04/2024


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I canti del “corvo clandestino” vedono il ricorrere di elementi umani, accostati in maniera disturbante, come il vino, onnipresente, e la femminilità, rispettivamente il cibo e la mano che nutre il corvo, o meglio che gli dà da bere.

Il simbolismo sociale del corvo è tutt’altro che lasciato all’immaginazione: l’animale presidia la campagna lanciando una maledizione di malattia e morte contro il fronte della città, che minaccioso avanza per coprire la terra di cemento. Il corvo è l’animale che può sopravvivere in ritirata strategica, per covare vendetta. Su tutto, un alone pessimistico, in cui la campagna soccomberà, o quantomeno dovrà sopravvivere nascondendosi, come fanno simbolicamente alcuni suoi abitanti in natura (le volpi, i topi, i rospi e in generale tutti gli animali selvatici, sporchi o viscidi).

Il corvo diviene metafora della impossibilità di vivere fuori dal tempo e fuori dai valori. Ma il tutto è risolto in maniera pessimistica, piuttosto che inneggiando ad una ideologia realisticamente proponibile. Per quanto si possa delineare un destino di integrazione con la natura, l’uomo tenderà a rovinarlo, perché animato da pulsioni “empie”, che lo portano a ritenersi altro, e a rifuggire le verità della natura, per poi reclamarle con nostalgia, o cercare di oscurarle nel delirio della modernizzazione.

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Fonte: Metal Mirror
nel canale: musica