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Vincent deve morire (2024): e noi a Vincent lo menamo!

14/05/2024


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Stéphan Castang con questa storia avrebbe potuto giocarsela facile, puntando tutto su aggressioni sempre più grafiche e violente, invece preferisce creare un senso di minaccia molto riuscito, tutto sulle spalle di quel povero Cristo di Karim Leklou, il protagonista che sembra trovare un po’ di sollievo dal suo temere schiaffoni volanti da ogni sconosciuto per strada, in una cameriera di Fast Food di nome Margaux (Vimala Pons), personaggio ben recitato ma forse un po’ troppo abbozzato nel suo sviluppo, anche se oh! Avercene di film d’esordio in grado di caricarsi sulla spalle il metaforone di questa manciata d’anni post pandemici, per cercare di trasformare quella palpabile rabbia nell’aria in materiale cinematografico.

Difetti? Una certa sensazione, oltre che di minaccia, di titolo da film festival, non a caso è passato anche da Cannes, quindi Romero e Carpenter ci sono, ma più nello spirito che nella “ciccia” da mordere, perché un certo senso di incompiutezza rimane, anche se devo dire che la capacità del film di cogliere una sensazione così effimera, eppure allo stesso tempo radicata nella nostra società (e nella natura umana), me lo ha reso una visione molto interessante.
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Fonte: La Bara Volante
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