ZAMA

25/04/2024


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Lucrecia Martel
apre e chiude il suo Zama con inquadrature bellissime: la spiaggia, spazio aperto abitato da funzionari spagnoli come da indigeni, diventa per Zama prigione a cielo aperto nella quale non resta che guardare oltre l’orizzonte sognando casa; le meravigliose distese d’acqua coperte di verde nelle quali, dopo aver deciso di fare qualcosa e agire, non resta che sopravvivere incurante dei propri desideri. Zama è un film atipico, non un biopic, non un vero film storico nonostante si respiri per tutta la sua durata la prepotenza e il sopruso del colonizzatore bianco nei confronti di indios e schiavi; è un film libero Zama, un’opera che in diversi passaggi sembra casualmente abitata da attori, animali, comparse, schiavi, spagnoli, nobildonne, che pennella più che tratteggiare e che riesce a dare comunque l’impressione di un affresco finito.
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Fonte: La Firma Cangiante
nel canale: cinema